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PS5 è più potente di Xbox Scarlett, considerando i devkit attuali?

Stando a quanto riferito da un insider, allo stato attuale PS5 sarebbe più potente di Xbox Scarlett, almeno a giudicare dalle performance dei devkit.

PS5 è più potente di Xbox Scarlett, considerando l'attuale situazione dei devkit di entrambe le console: lo ha rivelato sul forum ResetEra Kleegamefan, un insider che sostiene di conoscere entrambe le piattaforme.

"Al momento le prestazioni con i giochi sono migliori su PlayStation 5", ha scritto l'insider. "Credo che le cose stiano così probabilmente perché il kit di sviluppo Sony si trova in uno stato più avanzato, ma mi aspetto di certo che Scarlett colmi il gap non appena Microsoft consegnerà agli sviluppatori degli strumenti aggiornati."

"Bisogna dire inoltre che tradizionalmente Microsoft è specializzata nella realizzazione del software piuttosto che dell'hardware, dunque è decisamente plausibile che possano realizzare uno strumento di sviluppo su DirectX più avanzato, che consenta ai giochi di girare meglio su Xbox Scarlett anche in presenza di un hardware meno prestante."

Naturalmente queste affermazioni, anche fossero veritiere, andrebbero prese con le pinze: ci troviamo in uno stadio ancora preliminare dello sviluppo delle nuove console, e molte cose potrebbero cambiare da qui al lancio.

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PlayStation 5 e Xbox Scarlett: aumenta la frequenza di CPU

Nonostante non manchino di certo ancora tantissime uscite destinate a quella che è l’attuale generazione di console (come The Last of Us Part II o Cyberpunnk 2077), cresce sempre di più l’interesse da parte dei giocatori e dell’industry in generale per la prossima generazione, capitanata rispettivamente da PlayStation 5 e Xbox Scarlett. Delle console in sè ancora si sa poco sfortunatamente, quindi bisognerà per forza di cose attendere il prossimo Electronic Entertainment Expo 2020 fissato per giugno, per conoscere maggiori dettagli a riguardo quali il prezzo e la data d’uscita.

In una recente intervista rilasciata al portale videoludico GamingBolt, Ivan Pabiarzhyn di My.Games (conosciuto per aver lavorato sul free-to-play Warface) avrebbe rilasciato interessanti informazioni riguardanti il processore delle console di nuova generazione. Secondo Pabiarzhyn, i nuovi processori AMD implementati presenteranno una velocità di frequenza pari al 50% in più di quella attuale.

Questo permetterà, sempre a detta di Pabiarzhyn, di ottenere un netto miglioramento a livello qualitativo nei titoli del futuro, anche in termini quantitativi a livello di dettagli e dimensione dei mondi di gioco, oltre ad una migliore intelligenza artificiale rispetto ai titoli odierni.

Non sarà questa però l’unica innovazione possibile grazie all’aumento di frequenza: sarà possibile creare effetti inaccessibili prima d’ora, come ad esempio la propagazione fisica del suono dai muri o altre strutture simili, che potrà rivoluzionare il mondo degli sparatutto competitivi, che al momento si concentrano totalmente sui riflessi e sulla velocità di reazione del giocatore. Sicuramente tante altre implementazioni a livello tecnico e di gameplay ci aspettano per questa nuova generazione di console: non ci rimane che attendere ulteriori dichiarazioni a riguardo da parte di entrambe le compagnie di riferimento. Vi ricordiamo infine che sia PlayStation 5 che Xbox Scarlett sono previste entro la fine del 2020, con la conferma dell’uscita di PlayStation 5 entro natale dello stesso anno.

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TV LED vs OLED: quale acquistare?

LED vs OLED. Al momento dell'acquisto molti sono i dubbi, viste le caratteristiche che ciascun modello presenta. Vediamo i dettagli più salienti così da capire meglio il televisore che fa al caso vostro.

Innanzitutto è opportuno fare una breve descrizione di presentazione di ciascun modello: OLED sta per “Organic Light-Emitting Diode”. Infatti mentre i televisori LED utilizzano un display a cristalli liquidi retroilluminato da strisce o griglie di LED, i pannelli OLED emettono loro stessi luce propria quando sono attraversati dalla corrente elettrica.

LED vs OLED: le caratteristiche salienti

Livelli di nero: Il primo vantaggio delle TV OLED è che i neri sono molto più intensi e questo si traduce in un livello di contrasti nettamente superiore. Ciò significa che sugli schermi OLED i neri sono realmente neri.

Le TV LED hanno una funzione chiamata “local dimming” che serve ad oscurare solo le zone nere dello schermo, e ciò consente in teoria agli schermi LED di mostrare dei neri; ma al momento che ogni zona è composta da molti pixel, la definizione non è perfetta.

Motion Blur: su molte TV un oggetto che si muove velocemente appare leggermente sfocato. Questo effetto, detto “motion blur” appare sia nelle TV LED che nelle TV OLED, in maniera più o meno marcata. Per due motivi:

le TV LED hanno difficoltà a gestire i soggetti veloci sullo schermo, perché un pixel ci mette alcuni millisecondi per modificare il suo stato, creando effetto scia. Le TV OLED non hanno questi problemi essendo i pixel quasi istantanei nel cambiamento appena descritto.

Le TV OLED utilizzano una tecnica chiamata “sample and hold”, per cui ogni frame del video viene visualizzato per tutta la durata prima di passare al frame successivo. Le immagini sono tutte statiche.

 

Angolo di visione: con le TV LED l’immagine tende a colori più chiari quando guardiamo la tv da una posizione angolata, come quando muoviamo il cellulare e non vediamo più nettamente l’immagine come quando la visualizziamo frontalmente.

La TV OLED ha un angolo divisione di oltre 4 volte superiore a quella di uno schermo a LED. L’unico difetto dell’ampio angolo di visione dello schermo OLED è che l’immagine assume una tonalità di un giallino se la osserviamo da una posizione laterale e molto distante dallo schermo.

Luminosità: le TV LED stracciano nettamente il confronto con le TV OLED. L’aggiunta dei Quantum Dots nelle TV OLED di Samsung ha ampliato ancora di più il divario tra le due tecnologie. Se portiamo al massimo la luminosità un pannello OLED non solo riduce il suo tempo di vita, ma aumenta i tempi di spegnimento dei pixel. Quindi se posizionate la vostra televisione in una stanza molto soleggiata, il consiglio è l’acquisto di una TV LED.

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Huawei Watch GT 2: migliora in tutto anche nell’autonomia. La recensione

A seguito del recente divieto degli Stati Uniti, il futuro del Huawei Mate 30 Pro è ancora in sospeso in Europa con l’impossibilità di vendere lo smartphone con la certificazione da parte di Google e dunque con la presenza del Play Store e di tutti quei servizi connessi. A differenza però di questo nuovo smartwatch, l’azienda ha potuto immettere sul mercato il nuovo Watch GT 2, una versione rinnovata del fortunato orologio capace di raggiungere autonomie da primo della classe. 

Come con il suo predecessore, Huawei Watch GT 2 mostra tante promesse dall’autonomia, all’hardware passando per i materiali anche se forse non riesce a raggiungere ancora il massimo con il sistema operativo LiteOS che non completa l’esperienza dell’utente a livello di personalizzazioni. Ma vediamo nel dettaglio cosa ci è piaciuto e cosa no di questo nuovo Watch GT 2 di Huawei. 

UNBOXING: un doppio cinturino!

Una rapida occhiata nella confezione rivela che Huawei decide di includere oltre all’orologio un piccolo caricatore magnetico pronto ad accompagnare l’utente durante i viaggi senza però creare problemi di spazio. Il caricabatterie si collega ad una presa a muro tramite USB di tipo C, nella confezione è presente anche un cavo di questo tipo che porta ad una porta USB-A e che permette dunque di unirlo ad un classico alimentatore pronto a caricare il Watch GT 2 velocemente. Il resto vede la presenza da non sottovalutare di un doppio cinturino, uno in pelle di colore marrone chiaro più elegante ed uno invece in silicone nero più sportivo. 

L’orologio è compatibile con Android 4.4 e iOS 9 o versioni successive e comunica con uno smartphone associato tramite Huawei Health, l’applicazione rilasciata ufficialmente su App Store o Play Store da Huawei. 

DESIGN e DISPLAY: bello e grosso

A livello di design quello che Huawei ha cercato di impostare nella progettazione riguarda soprattutto il somigliare il più possibile ad uno classico orologio come gli utenti lo conoscono ormai da anni. Ecco che a livello estetico ha scelto una versione circolare dalle dimensioni giuste sia per polsi esigui che per quelli più importanti. A livello dimensionale l’azienda propone una doppia versione: una con cassa da 46 mm di diametro e ghiera disegnata ed una con cassa da 42 mm con l’assenza della ghiera. 

Il quadrante della versione da 46 mm, da noi provata, è circondato da una lunetta in ceramica che propone un aspetto in parte sportivo anche se quest’ultima componente risulta fissa e non rotativa. Il corpo in acciaio inossidabile presenta due pulsanti sul lato destro per essere usato al meglio nelle funzionalità del suo sistema operativo. La qualità costruttiva è elevata ed è palpabile non appena si prende in mano il Watch GT 2 così come quando lo si pone al polso. 

È un orologio abbastanza comodo con un peso di soli 41 grammi senza il cinturino ed uno spessore di 11,7 mm di spessore. Un plus non indifferente rispetto ad altri watch di altri concorrenti soprattutto per la possibilità di tenerlo facilmente al polso anche di notte senza subire alcun tipo di indolenzimento. Il design, come detto, non cambia poi tanto rispetto a quanto Huawei aveva fatto con la prima versione del suo Watch GT. Ciò che cambia in questa nuova versione è senza dubbio la cornice. Qui possiede marcatori di secondi e minuti direttamente stampati sulla ghiera, che ricordo non si muove, e che si mantiene a filo dello schermo permettendo un design più pulito e meno pesante della passata generazione. 

Al centro di tutto c'è lo schermo AMOLED sempre attivo dell'orologio caratterizzato da un vetro 3D senza cornici. Sul modello più grande, è un pannello da 1,34 pollici con risoluzione di 454 x 454 pixel, mentre la versione più piccola possiede uno schermo con dimensione di 1,2 pollici e risoluzione di 390 x 390 pixel. La qualità è ottima con un’elevata luminosità in ogni situazione, bei colori e tanta nitidezza nei contenuti. Sicuramente uno dei migliori pannelli visti su di uno smartwatch. In esterno nessun tipo di problematica con la luce diretta del sole che non tende a creare riflessi fastidiosi e dunque nemmeno di lettura. Oltre all’impostazione manuale, il Watch GT 2, possiede un sensore di luminosità automatico che permette di avere il settaggio del display sempre attivo in ogni occasione al cambiare della luce esterna. 

Da sottolineare la presenza del doppio cinturino che utilizza in entrambi i casi materiali di alta qualità con confezionamento elevato soprattutto a livello di durabilità visto che anche dopo giorni e giorni di utilizzo in situazioni estreme non hanno subito problematiche anche con la presenza di polvere o schizzi d’acqua. Un aspetto da sicuramente non tralasciato da Huawei. Oltretutto la resistenza a 5 atmosfere garantisce un utilizzo a 360 gradi permettendo di indossarlo anche in piscina o sotto la doccia chiaramente con cinturino in silicone. 

Huawei Watch GT 2 è anche il primo smartwatch alimentato dal SoC Kirin A1 realizzato chiaramente in casa a Shenzhen. Il chipset è il primo ad essere certificato BLE / BT 5.1 a doppia modalità e presenta un processore audio a 356 MHz che, combinato con la tecnologia di trasmissione isocrona a doppio canale, offre un'esperienza audio impressionante. La qualità audio dipende dal livello delle cuffie che si usano ma di fatto tutto questo non è altro che un ulteriore punto a favore dello smrtwatch. 

SISTEMA OPERATIVO: poca personalizzazione

Parliamo ora del sistema operativo e delle funzionalità che il nuovo Huawei Watch GT 2 possiede. Innanzitutto partiamo dal presupposto che una volta indossato non troveremo WearOS di Google bensì il sistema operativo proprietario di Huawei: LiteOS. Sicuramente un vantaggio per alcuni aspetti ma anche uno svantaggio per altri. Uno degli aspetti positivi della scelta di creare un proprio sistema è senza dubbio la ricerca di un’autonomia ben più ampia di quella che altri produttori raggiungono con il sistema operativo di Google. Qui Huawei lavora nel semplificare al massimo le cose e garantire agli utenti di non dover ricaricare ogni sera il Watch GT 2. Effettivamente questo viene confermato nell’uso quotidiano perché l’ottimizzazione del software con l’hardware non fa che garantire addirittura fino a due settimane di utilizzo continuativo che risulta un record per questo tipo di prodotto. 

Huawei non fa che concentrarsi sulle cose essenziali ed efficaci andando ad eliminare quelle superflue o meno importanti, almeno per la maggior parte degli utenti. Lo smartwatch manca di un app store e dunque è possibile utilizzare esclusivamente quello che l’azienda ha posto in essere sull’orologio. Di fatto comunque oltre alle app per lo sport ed il fitness, ci sono strumenti utili come una bussola e un barometro, una torcia, un lettore musicale, un timer e un'app per il meteo.

Mentre le chiamate in arrivo vengono visualizzate con i dati della rubrica, Watch GT 2 può avviare una telefonata solo dai contatti dei preferiti o dalla cronologia delle chiamate. Durante una chiamata, lo schermo si spegne o torna al quadrante di standby come farebbe uno smartphone e la funzionalità lavora nel complesso bene soprattutto mentre si è in mobilità o si hanno le mani occupate. 

LiteOS di Huawei come detto risulta semplificato al massimo e forse questo non permette di personalizzare lo smartwatch come si potrebbe volere. Le watchfaces ossia i quadranti che caratterizzano l’orologio quotidianamente sono aumentate ma di fatto non possono essere modificate in nessun modo nei loro parametri, informazioni o colori. Questo rende un po’ primitivo l’orologio che dunque non garantisce quella varietà che è invece caratteristica principale di un Apple Watch, ad esempio. Un po’ frustrante anche andare alla ricerca di una qualche impostazione nel menu delle stesse dovendo scorrere i vari sottomenu che a volte sono ridondanti o poco chiari. 

Watch GT 2 di Huawei permette anche di mostrare alcune informazioni sempre grazie al display sempre attivo. In questo caso due le scelte dell’utente che potrà osservare l’ora anche in standby con un orologio digitale oppure con uno analogico. In entrambi i casi non appena lo smartwatch non verrà utilizzato il display vedrà l’abbassamento della luminosità e si attiverà un quadrante semplificato nei colori e nella grafica ma comunque capace di dare le informazioni di orario e data. 

E le notifiche? Nota in parte dolente questa perché Huawei semplificando al massimo anche questo aspetto lo allontana completamente da ciò che l’utente WearOS riesce a fare. Qui le notifiche vengono recepite sempre e comunque in modo preciso con una piacevole vibrazione peccato che le stesse non siano raggruppate individualmente per applicazione e non permettano alcun tipo di interazione di risposta. Questo significa che ci si dovrà accontentare esclusivamente di leggere un’ipotetica email, un SMS o qualsiasi altra notifica senza poter rispondere direttamente da smartwatch. Peccato. 

Huawei WATCH GT 2: fitness tracker

Con LiteOS, come detto, alcuni elementi più professionali sono stati rimossi rispetto ad altri smartwatch ma di fatto su alcune attività l’azienda non ha voluto esimersi: ecco che le attività, il monitoraggio della frequenza cardiaca e il monitoraggio del sonno vengono analizzate in maniera precisa e approfondita dal Watch GT 2. L’azienda aveva realizzato un ottimo lavoro già con la prima versione di questo orologio ma qui il tutto viene nuovamente ridefinito, puntualizzato e migliorato grazie anche agli aggiornamenti effettuati con l’applicazione Huawei Health specifica per smartphone sia iOS che Android.

Come ogni tracker che si rispetti anche il Huawei Watch GT 2 permette di visualizzare i vari parametri fitness con una sorta di tacche colorate per i passi effettuati, le calorie consumate e chiaramente anche i chilometri percorsi durante l’intera giornata. La precisione in questo caso sembra essere migliorata sia rispetto alla prima versione sia rispetto ai concorrenti con quelli più economici meno precisi e con gli altri in linea. 

Il monitoraggio del sonno, ad esempio, è particolarmente dettagliato e preciso con Huawei Health che fornisce un unico punteggio complessivo, accompagnato da una suddivisione del tempo trascorso in sonno profondo, sonno leggero e sonno REM. Per ogni categoria, l'app permette di avere una visione completa dell'intervallo normale ed in caso di avere anche un sacco di consigli su come migliorare il sonno.

Ottimo anche il monitoraggio dello stress che risulta dettagliato, mostrando i grafici per il giorno, settimana, mese o anno accompagnati da brevi riepiloghi predefiniti. Laddove molti dispositivi indossabili per il fitness si fermano esclusivamente sulla grafica della frequenza cardiaca, l'app Huawei aiuta a provare ed interpretare i dati di allenamento dando punteggi sull’allenamento aerobico e anaerobico e avvisando sul tempo che è necessario lasciare per il recupero prima del prossimo allenamento. Questo tipo di informazioni sono di solito proposte su orologi sportivi di marchi più specifici come Garmin, quindi vederlo su uno smartwatch a questo prezzo è sicuramente un vantaggio.

Huawei Watch GT 2 nasce come smartwatch pensato per l'attività sportiva all'aria aperta: integra infatti un GPS così come un sensore di battito cardiaco, componenti fondamentali per poter tracciare al meglio qualsiasi attività sportiva. La precisione dei GPS integrati è ormai elevata nei moderni smartwatch anche quelli non progettati per attività del genere. Ecco che complessivamente le differenze con la concorrenza possono arrivare al massimo al 2% che significa muoversi sui 200 metri nell’ordine di una percorso di 10 chilometri. Sul battito cardiaco invece la situazione è ben diversa visto che i sensori di rilevamento possono far registrare rilevazioni diverse in base al prodotto ma anche al posizionamento sul polso come anche alle caratteristiche dell’utente che lo indossa a causa della sua pelle. 

La precisione della rilevazione del battito cardiaco è valida nel suo complesso anche se a farla da padrona vi è senza dubbio la necessità di posizionare l'orologio ad una adeguata distanza dal polso proprio come dichiarato dalle istruzioni dello smartwatch. I risultati possono essere equiparati quasi a quelli di un prodotto con fascia il problema però arriva se l’orologio viene posto in maniera errata al polso visto che basta poco per cambiare anche di 20 battiti la misurazione. Oltretutto si deve avere la necessità di stringere molto il cinturino per non far muovere durante la corsa l’orologio, anche qui, per non permettere misurazioni errate.

Huawei ha implementato dei preset per le differenti attività sportive che possono essere registrate da Watch GT 2. Presenti dunque una corsa guidata, all'aperto e al chiuso, passeggiata, alpinismo, corsa cross country, bicicletta all'aperto, cyclette, nuoto al chiuso, nuoto all'aperto e un'attività generica differente da quelle appena indicate. Per ciascuna è possibile configurare opzioni per la visualizzazione dei dati durante l'attività, ma anche il modo con il quale l'attività viene svolta. Pecca quella di non poter esportare i dati registrati dall’applicazione di Huawei in quelle di terze parti più specifiche come Strava o altro. 

Sulla batteria Huawei afferma che il Watch GT 2 può addirittura durare fino a due settimane tra una ricarica e l'altra. La verità? Siamo riusciti addirittura a superare questa situazione di un giorno. Il risultato è sorprendente e il Watch GT 2 di Huawei permette di dimenticare o quasi l’alimentatore permettendo di viaggiare o di far allenare senza avere paura di avere l’orologio poi scarico. 

Dopo 7 giorni di utilizzo dell'orologio con il monitoraggio della frequenza cardiaca "in tempo reale" attivato e la schermata di blocco sempre attiva abilitata per uno di quei giorni, il Wathc GT 2 mostrava il 40% di carica residua della batteria. Passando al monitoraggio della frequenza cardiaca su "intelligente" e scegliendo impostazioni di visualizzazione più conservative, non è difficile estendere l’autonomia. Naturalmente, se si utilizza il GPS regolarmente, la batteria si scaricherà più rapidamente rispetto a quando non lo si utilizza affatto, ma ancora una volta le affermazioni di Huawei sono impressionanti su questo fronte. 

CONCLUSIONI

Huawei Watch GT 2 ha eccellenti credenziali di tracciamento sportivo rapportate al suo prezzo di vendita. Oltre a registrare un numero impressionante di attività e offrire informazioni utili sugli allenamenti, stress, sonno, riesce a battere qualsiasi smartwatch della concorrenza sull’autonomia capace di arrivare addirittura a due settimane. 

L'interfaccia LiteOS è intuitiva e semplice. Pecca forse di personalizzazione da parte dell’utente che deve accontentarsi delle watchfaces presenti che non sono nemmeno rimodulabili. Non ci sono app di terze parti, ma onestamente Watch GT fornisce tutti gli elementi essenziali necessari per il monitoraggio delle attività quotidiane. Il suo tallone d'Achille è l’impossibilità di esportare i dati di allenamento su altre piattaforme che non siano quelle di Huawei. Un qualcosa visto già in passato con i dispositivi Huawei ed è qualcosa che la società deve risolvere per competere con i dispositivi indossabili per il fitness di altri produttori che invece lo permettono. 

Nel complesso, Huawei Watch GT 2 è una buona scelta per un prezzo di 229€ di listino. Ci piacerebbe magari avere in futuro la possibilità di esportare i dati di allenamento con altri servizi. Ma probabile che per quello ci si debba affidare a prodotti più specializzati. Di fatto Huawei Watch GT 2 è un "signor" smartwatch migliorato rispetto alla precedente generazione.

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Canon: Adobe Premiere Pro e Final Cut Pro supportano H.265/XF-HEVC di Canon XF705

“Canon ha annunciato che la collaborazione con Apple e Adobe ha portato al supporto dei file H.265/XF-HEVC realizzati con Canon XF705 permettendo così di avere file di dimensioni compatte ma con elevata qualità.”

Canon ha annunciato alcune novità per quanto riguarda il settore professionale. La società nipponica ha infatti dichiarato che l'ultima versione di Adobe Premiere Pro e Apple Final Cut Pro (versione 10.4.7) supportano il formato H.265/XF-HEVC impiegato dalla videocamera Canon XF705.

Questa novità permetterà ai professionista di non limitarsi a utilizzare il formato H.264 ma anche il più recente H.265/XF-HEVC che è supportato dalla Canon XF705 potendo avvantaggiarsi in termini di compressione dei file con una riduzione del bit-rate fino al 50% mantenendo la stessa qualità.

Gli aggiornamenti di Apple e Adobe sono nati anche grazie a una collaborazione con la società nipponica che vuole dare il meglio ai propri utenti compresi quelli che hanno acquistato o che utilizzano la Canon XF705.

Sempre in termini di tutela dell'acquisto da parte degli utenti (soprattutto professionali), Canon ha annunciato che l'ultima versione di Adobe Premiere Pro supporta la nuova videocamera Canon EOS C500 Mark II e il formato Cinema RAW Light (anche in questo caso andando a impattare positivamente sulle dimensioni del file).

Per quanto riguarda invece Apple Final Cut Pro, il plug-in RAW Canon sarà rilasciato in versione aggiornata nel mese di Dicembre. Questo permetterà di supportare Cinema RAW Light e la C500 Mark II.

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